« The GGFF...tasked to defend the small hill known as Bir el Gobi, they fought off repeated attacks by the 11th Indian Brigade and British 7th Armoured Division during the first week of December, 1941. Despite overwhelming odds, they inflicted massive casualties on the Allies and held their ground despite severe hunger and thirst (I Giovani Fascisti...incaricati di difendere una collina detta Bir el Gobi, respinsero ripetuti attacchi da parte dell'11ª Brigata Indiana e del 7° Battaglione corazzato inglese nella prima settimana di dicembre 1941.

mercoledì 6 dicembre 2017


IL REGGIMENTO GIOVANI FASCISTI ERA FORMATO DA VOLONTARI DI 18 ANNI E QUESTI RAGAZZI HANNO SCRITTO UNA PAGINA DI STORIA CHE NESSUN ESERCITO AL MONDO PUO' VANTARE DOVE 650 SOLDATI AL LORO BATTESIMO DI FUOCO SCONFISSERO CIRCA 8.000 SOLDATI INGLESI BEN ARMATI NELLA FAMOSA BATTAGLIA DI BIR EL GOBI E PER IL LORO ARDIMENTO PER LA LORO DETERMINAZIONE E PER IL LORO EROISMO LI CHIAMARONO I "MUSSOLINI BOYS"
136ª Divisione Corazzata 
"Giovani Fascisti"

La 136ª Divisione corazzata "Giovani Fascisti" è stata, nominalmente, una delle Grandi Unità del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale.

Nel 1940, con l'entrata in guerra dell'Italia, la Gioventù italiana del littorio (GIL) organizzò una marcia dimostrativa, la "marcia della Giovinezza": circa ventimila giovani, provvisoriamente organizzati in 25 battaglioni, armati con fucile Mod. 91 e pugnale della GIL e vestiti con l'uniforme degli avanguardisti, raggiunsero Padova dopo una marcia di 450 km ed il 10 ottobre vennero passati in rassegna da Mussolini.

 Alla decisione di sciogliere questi battaglioni seguirono proteste e tafferugli tali presso la Fiera di Padova dove i giovani erano accampati, che il segretario del PNF Ettore Muti appoggiò le loro richieste. 
Tra ottobre e novembre il Comando della GIL formò tre battaglioni speciali della GIL, inviati ad addestrarsi a Formia, Gaeta e Scauri. Il 12 aprile 1941 il Ministero della Guerra dispose che questi confluissero nella neocostituita 301ª Legione CC.NN.; verificato però che i giovani non avevano adempiuto agli obblighi di leva e quindi non potevano essere ammessi nella MVSN, il 18 aprile fu deciso di arruolarli come volontari nell’ Esercito per formare il Gruppo Battaglioni "Giovani Fascisti", al comando del maggiore Fulvio Balisti.

 Dopo tali contrasti, anche dovuti alla destituzione di Ettore Muti, una severa selezione ridusse il numero degli abili all'arruolamento a circa duemila, inquadrati in tre battaglioni: il I Battaglione "Mi scaglio a ruina", il II "Abbi fede" ed il III "A ferro freddo". 

Tolta l'uniforme da avanguardisti ed i fascetti dal bavero, gli arruolati ricevettero l'uniforme grigioverde della fanteria, con fiamme cremisi a due punte, filettate di giallo con le stellette ed il fez nero degli arditi come copricapo di specialità. 

Curiosamente non ricevettero mai, neanche in battaglia, gli elmetti M33.

Il I ed il II Battaglione giunsero in Africa settentrionale, sbarcando a Tripoli il 28 luglio 1941, mentre il III completava l'addestramento.

Inquadrati nell'Armata corazzata italo-tedesca, i giovani fascisti parteciparono alle operazioni di guerra contro gli Alleati ed infine alla battaglia di Bir el Gobi.

« The GGFF...tasked to defend the small hill known as Bir el Gobi, they fought off repeated attacks by the 11th Indian Brigade and British 7th Armoured Division during the first week of December, 1941. Despite overwhelming odds, they inflicted massive casualties on the Allies and held their ground despite severe hunger and thirst (I Giovani Fascisti...incaricati di difendere una collina detta Bir el Gobi, respinsero ripetuti attacchi da parte dell'11ª Brigata Indiana e del 7° Battaglione corazzato inglese nella prima settimana di dicembre 1941. 

Sebbene numericamente soverchiati, inflissero massicce perdite agli Alleati e mantennero le loro posizioni anche se assetati ed affamati).»

Nella battaglia di Bir el Gobi il Gruppo Battaglioni "GG.FF." era composto da 1454 uomini,
armati di 24 fucili mitragliatori Breda Mod. 30, 12 mitragliatrici Breda Mod. 37, 12 fucili controcarro Mod. 35(P), 6 fucili controcarro Solothurn S-18/1000, 8 cannoni d'accompagnamento da 47/32 Mod. 1935, 8 mortai da 81mm e due casse di bombe a mano anticarro Pazzaglia. 

Inoltre a Bir el Gobi vi era un presidio composto da 12 carri armati L3 che furono interrati ed usati come bunker, due carri armati M13, due cannoni 47/32 e due mitragliere da 20mm.

La battaglia di Bir el Gobi iniziò il 3 dicembre e durò sino al 7.

Il Gruppo Battaglioni "GG.FF." combatte' contro l'11ª Brigata indiana e parte della 22ª Brigata guardie, sino a respingerne l'assalto e impedendo così alle forze alleate di raggiungere El Adem.
Il 24 maggio 1942, come riconoscimento per il valore dimostrato a Bir el Gobi, il Duce costituì 136ª Divisione corazzata "Giovani Fascisti", nell'ambito della quale il Gruppo Battaglioni "GG.FF." divenne Reggimento fanteria "Giovani Fascisti"; a dispetto del nome non fu mai dotata di veicoli corazzati.

Questa Divisione non prese parte alla seconda battaglia di El Alamein in quanto rimasta a presidio dell'oasi di Siwa (in Egitto) per prevenire manovre di aggiramento da parte degli inglesi.

Successivamente raggiunse le truppe in ritirata dopo una marcia a piedi di quasi mille chilometri da Siwa ad Agedabia e partecipò alle fasi successive della campagna fino alla resa in Tunisia, dove fu l'ultima unità militare italiana ad arrendersi il 13 maggio 1943.

Infatti questa Divisione partecipò a tutta la Campagna di Tunisia, con gli episodi della battaglia di Medenine (Linea del Mareth), quella dell'Uadi Akarit (marzo-aprile 1943), finché venne infine schierata sulla linea di Enfidaville, dove combatté fino all'ordine generale di resa di tutte le forze d'Africa.

Il 136º Reggimento venne sciolto ufficialmente su ordine del Ministero della Guerra nei giorni successivi alla destituzione di Mussolini il 25 luglio. 

Molti del XI Battaglione, formato da reduci e feriti, e le reclute del VI Battaglione scelsero di arruolarsi nel 10º Reggimento arditi, dove andarono a formare la 133ª Compagnia terrestre.

Ebbe una struttura anomala in quanto non dispose mai di mezzi corazzati. Infatti il 1º Reggimento fanteria carrista le fu brevemente assegnato e poi revocato, senza mai giungere in Libia.

Dicembre 1942
136º Reggimento fanteria "Giovani Fascisti"
8º Reggimento bersaglieri
136º Reggimento artiglieria
XXV Battaglione genio
53ª Sezione sanità
105ª Sezione CC.RR.
45º Ufficio posta militare

1943
Reggimento fanteria "Giovani Fascisti"
I Battaglione "Mi scaglio a ruina"
II Battaglione "Abbi fede"
8º Reggimento bersaglieri
V Battaglione bersaglieri motorizzato
XII Battaglione bersaglieri motorizzato
III Battaglione armi accompagnamento
IX Battaglione fanteria autonomo
136º Reggimento artiglieria
XIV Gruppo artiglieria su autocannoni da 65/17 su Morris CS8[13]
XV Gruppo artiglieria su autocannoni da 65/17 su Morris CS8
XVI Gruppo artiglieria su autocannoni da 75/27 su Fiat-SPA TL37[14]
XVII Gruppo artiglieria su autocannoni da 100/17 su Lancia 3Ro[15]
88ª Batteria artiglieria contraerea da 20/65 Mod. 35
III Gruppo squadroni corazzato "Cavalleggeri di Monferrato" su AB41
IV Battaglione controcarro autocarrato "Granatieri di Sardegna"
XXV Battaglione misto genio

Comandanti (1942-1943)
Gen. D. Ismaele Di Nisio
Gen. D. Nino Sozzani




GIOVANI FASCISTI CON LA FIAMMA DELLA LORO UNITA'


Leggendarie sono le figure del Caporal Maggiore Niccolini Ippolito e David Stefano, entrambi decorati con Medaglia d'Oro al Valore. Il primo caduto a Bir El Gobi, il secondo in Tunisia. Le motivazioni sono rispettivamente:

"Dottore in legge, fervente di amor patrio si arruolava come soldato semplice ansioso di tradurre in azione i suoi ideali di Patria. Caporal Maggiore comandante di squadra cannoni anticarro, in un caposaldo completamente accerchiato da soverchianti forze nemiche immobilizzava, con il suo pezzo, due carri armati pesanti rimanendo ferito al capo. In successiva azione usciva dalla postazione e cercava di colpire l'equipaggio di un carro attraverso le feritoie con colpi di pistola e bombe a mano. Benché nuovamente ferito, con una bomba anticarro affrontava un altro carro, che colpito doveva allontanarsi. Ferito al petto, pur versando in gravi condizioni, riusciva a rientrare nella postazione e calmo e sereno incitava i propri uomini a perseverare nella cruenta lotta. Mentre un altro carro stava per schiacciare la postazione, lo contrassaltava con sublime ardore. Sublime esempio di cosciente valore ed eroico sacrificio."
Bir el Gobi (Libia), 3-4-5 Dicembre 1941.-

"Dopo trenta mesi di dura lotta, durante un aspro attacco nemico soverchiato da preponderanti forze, rifiutava più volte di arrendersi, finché unico superstite di un posto avanzato, stordito e gravemente ferito veniva raccolto dal nemico che pensava di servirsene come schermo per penetrare di sorpresa in un nostro caposaldo. Nella notte lunare veniva condotto presso le nostre postazioni con l'arma puntata alla schiena. Accortosi che i commilitoni gli andavano incontro giubilanti per aiutarlo, non esitava a gridare ad alta voce: "Seconda Compagnia fuoco! Sono nemici". Pagava così consapevolmente con la vita la sua sublime incomparabile dedizione alla Patria.
Quota 141 di Diez Srafi (Tunisia), 25 Aprile 1943."



IL MEDAGLIERE







10  Novembre  1940 - Prato della Valle Padova

IL concentramento dei 25 BTG di GG.FF. a conclusione della marcia 
della giovinezza sta per essere passato in rivista dal Duce

MARCIA DELLA GIOVINEZZA
Al grido di Roma
balzaron in armi
di giovan Coorti
frementi d'ardor :
la terra dei canti
la terra dei carmi
fu un brivido tutta
fu tutta d'acciar.

Partirono all'alba
fissando la gloria
con l'arme nel pugno
frementi nel cor.
L'alata vittoria
sfiorando le insegne
con l'ali spiegate
la meta segnò.

Van ferrigne le legioni
nella marcia trionfai
Romba il suolo sotto il passo
che nessun fermar potrà
vibra in cuore il motto:
Credere combattere,
obbedir. Tuona la Voce:
Vincere! Ed essi vinceran !
QUOTIDIANO "BERGAMO FASCISTA" DEL 14 SETTEMBRE 1940




FULVIO BALISTI
Ponti sul Mincio, 19 agosto 1890 – Ponti sul Mincio, 9 luglio 1959.
Partecipò volontariamente alla prima guerra mondiale, in cui venne ferito e
successivamente decorato con quattro medaglie al valore. Nel 1919 insieme a Gabriele D'Annunzio occupa la città di Fiume ed un anno dopo si iscrive al Partito Nazionale Fascista, senza tuttavia ricoprire alcuna carica pubblica. Nel 1940 assume il comando del I Battaglione Speciale Giovani Fascisti destinato a sud di Tobruk, in Africa settentrionale, dove va a combattere. Ferito durante la Battaglia di Bir el Gobi nel dicembre del 1941 e consegnato agli inglesi, viene rimpatriato grazie ad uno scambio di prigionieri mutilati. Dopo l'armistizio di Cassibile aderisce alla Repubblica Sociale Italiana, credendo di ritrovarvi gli ideali "socialisti" del primo fascismo. Nella RSI ebbe numerosi incarichi: fu delegato per i Fasci Repubblicani della Lombardia e commissario federale a Brescia,
collaboratore del foglio Brescia Repubblicana e vicino alle posizioni autonomistiche di Junio Valerio Borghese, comandante della Xª Flottiglia MAS. Nel gennaio del 1944 alcune agenzie pubblicarono la notizia della sua nomina a segretario delPartito Fascista Repubblicano . Pochi mesi dopo verrà sottratto da ogni incarico per aver appoggiato uno sciopero degli operai di una fabbrica.
Sottrattosi all'epurazione, nel secondo dopoguerra si ritira a vita privata nella sua casa natale, significativamente ribattezzata "Piccola Caprera", che lasciò in eredità ai volontari combattenti di Bir el Gobi(Rgt.GG.FF.). Trascorre gli ultimi anni della sua vita, assorto nella stesura delle sue memorie, contenute nei libri I volontari, Giovani Fascisti a Bir-el-Gobi e Pagine d'Africa.

LETTERA DI MUSSOLINI A GIUSEPPE MUGNONE

i Volontari GG.FF Gianni Petruccelli e Pino D'Arienzo di Littoria
 a Napoli in partenza per l'Africa


PICCOLA CAPRERA
LA TOMBA DI FULVIO BALISTI






Il Generale Bastico decora uno dei "Ragazzi di Bir-el-Gobi


FUNERALI DI FULVIO BALISTI
Fotografia di Pino, figlio del Volontario Giovane Fascista Giovanni Petruccelli

ROVIGO 1954

Adunata dei Reduci del R.E. Reggimento Giovani Fascisti. 
Fotografia ricevuta da  Daniele Moretto.